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BRUXELLES: LA "CAPITALE" SENZA GRISAGLIA

E’ il cuore pulsante dell’Unione Europea, l’emblema di un sogno, la “capitale delle capitali”: Bruxelles è una tra le città più conosciute del mondo, ma la sua grisaglia istituzionale non deve ingannare. Oltre ad essere frequentata assiduamente da politici e giornalisti, è da sempre una delle destinazioni turistiche più amate del Vecchio Continente: tra le icone per eccellenza, impossibile non citare la leggendaria Grand Place, il Manneken-Pis, la sede del Parlamento Europeo e il Museo Magritte che custodisce la collezione di opere d’arte più importante al mondo del Maestro del surrealismo. Passeggiando per Bruxelles si respira un’atmosfera vivace, pittoresca e dinamica, in grado di conquistare tutti: giovani e meno giovani, famiglie, amanti del buon cibo, della vita notturna, dell’arte, del design e della cultura pop. Come se non bastasse, Bruxelles è una delle capitali più sostenibili d’Europa, con 28 di verde pro capite tra parchi, viali alberati, giardini all’inglese e persino boschi e foreste!

I GRANDI CLASSICI

Il cuore pulsante della città è la Grand Place, tra le piazze più belle del mondo, circondata dai palazzi delle antiche corporazioni delle arti e dei mestieri, con il loro trionfo di stucchi e statue dorate: tra gli edifici, risalenti per la maggior parte alla fine del XVII secolo, spicca l’Hôtel de Ville, capolavoro gotico brabantino, con il Beffroi, la torre alta 96 metri talmente bella e slanciata da essere definita “Tour Inimitable”. A poco più di 200 metri, ecco il Manneken-Pis, la fontana in bronzo raffigurante un bambino che fa la pipì, diventata il simbolo dello spirito ironico e anticonvenzionale della città. Spesso lo si trova vestito con uno dei suoi “outfit” a tema, ricevuti in dono da ogni parte del mondo e conservati nel “guardaroba” di Maison du Roi, nella Grand Place.

Uno degli appuntamenti più attesi dei prossimi mesi è la XXII edizione del Tapis de Fleurs: un vero e proprio tappeto di fiori lungo 75 metri e largo 24 che ricoprirà la Grand Place dal 13 al 16 agosto 2020. Realizzato impiegando una media di 550.000/600.000 coloratissime corolle, in gran parte begonie, viene allestito ogni 2 anni ed è sempre ispirato ad un tema, che guida anche la composizione di musiche e la realizzazione di spettacoli di son et lumière. L’ultima edizione, nel 2018, è stata intitolata “Guanajuato, cultural pride of Mexico” in omaggio alla regione messicana del Guanajuato, caratterizzata da un ricco patrimonio storico culturale e da una lunga tradizione legata alla coltivazione dei fiori, che la accomuna al Belgio.

SEGGI, ATOMI E PUFFI

Imperdibili una visita alla sede del Parlamento Europeo, che offre interessanti percorsi guidati a base di istallazioni multimediali e interattive, e una sosta all’Atomium, costruzione in acciaio che rappresenta un atomo di ferro, realizzata in occasione dell’Esposizione Universale del 1958: all’interno delle sue 9 sfere trovano spazio esposizioni d’arte, mostre temporanee, un ristorante panoramico e la Kid’s Sphere, ricca di sorprese per i più piccoli. Bruxelles è la città che meglio di tutte sintetizza la creatività belga, che si manifesta in diverse forme: dal surrealismo di Magritte alla pittura fiamminga, fino ai fumetti. Proprio nel centro storico è possibile visitare il Museo del Fumetto (Centre Belge de la Bande Desinée o CBBD) dove sono custoditi segreti e memorabilia legati ai Puffi e agli altri eroi dei bambini nati proprio in Belgio, come Lucky Luke, cowboy irriverente “che spara più veloce della propria ombra”, Tintin, reporter giramondo sempre alla ricerca di notizie e misteri da risolvere, e Gaston Lagaffe, simpatico combinaguai. E se il contenuto del museo è in grado di entusiasmare i fan del fumetto di tutte le età, anche il “contenitore” non è da meno: un vero e proprio tempio dell’art nouveau, progettato da Victor Horta.

ART NOUVEAU E ART DÉCO

Horta è l’artefice di tutti i capolavori architettonici di Bruxelles, che nel “fin de siècle” vide fiorire uno straordinario genio creativo. Meritano una visita le principali case in stile liberty realizzate dall’architetto, di cui 4 iscritte nel Patrimonio dell’Umanità, a cominciare dalla Maison e Atelier Horta (1898), progettata dall’architetto come propria residenza e studio, oggi trasformata in un museo che custodisce mobili, oggetti e documenti dell’epoca. I più sportivi possono optare per un bike tour attraverso i quartieri residenziali per ammirare anche le testimonianze art déco, con le sue linee squadrate e il suo rigore estetico: da non perdere, Palais Stoclet, capolavoro di Josef Hoffmann i cui interni sono decorati con affreschi di Klimt e Moser, e la Basilica di Koekelberg, la quinta chiesa più grande al mondo.

DAL MOMA AI MURALES

Ed è proprio un altro esempio di architettura art déco della città, ovvero l’ex Garage Citroën realizzato negli anni ’30 per la produzione di automobili, che si candida a diventare il nuovo fulcro dell’arte moderna in città. A partire dal 2022, i 38.000 di vecchie officine, uffici, cucine e altri spazi dell’iconica fabbrica in vetro, ferro e cemento, ospiteranno il Kanal Centre, il primo Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bruxelles. Il progetto nasce dalla collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, che si è impegnato a offrire una consulenza qualificata e a prestare una parte della collezione del Beaubourg per partecipare al lancio del nuovo museo.

L’arte a Bruxelles non conosce confini, e così dall’arte moderna al pop il passo è veramente breve! Passeggiando nelle vie del centro non è raro imbattersi in coloratissimi e giganteschi murales che riproducono i personaggi più famosi del mondo dei fumetti. Tanto nel centro storico, quanto nelle zone più periferiche, si trovano intere facciate di edifici colorate con scene cult e divertenti affreschi opera di artisti provenienti da tutto il mondo. Sono talmente tanti che Visit Brussels, l’ente di promozione turistica della città, ha messo a punto una vera e propria mappa con la dislocazione esatta, così da poter scegliere se seguire il percorso a tema o lasciarsi sorprendere di volta in volta.

STREET FOOD E CIOCCOLATO D’AUTORE

A passeggio tra i murales, potrebbe venire un po’ di fame: e quale occasione migliore per assaggiare le specialità dello street food locale? Le protagoniste assolute sono le patatine fritte, insieme ad un altro “must”: le gaufre o wafles, tipiche cialde dolci, croccanti fuori e morbide dentro, servite calde con cioccolato fuso, panna montata, marmellata o fragole e banane. E come non citare la birra? Oltre ad essere la bevanda nazionale, è un ingrediente irrinunciabile nella maggior parte delle ricette tipiche. Nata da una originale rielaborazione della tradizione francese, la cucina belga offre un’ampia varietà di portate di carne, proveniente dalle pianure del Brabante, e di pesce del Mare del Nord, con una netta predilezione per le cozze. La colonna portante della tradizione locale, però, è il cioccolato, a cui Bruxelles dedica interi musei, oltre ad eventi, workshop e dolcissimi laboratori. Il cioccolato belga è conosciuto e apprezzato per il suo aroma particolarmente intenso e per l’utilizzo di materie prime eccellenti. Bruxelles, inoltre, è la patria mondiale della pralina, inventata nel 1902 da Jean Neuhaus sotto le arcate delle Gallerie Reali Saint-Hubert: da allora il profumo di cioccolato è una costante nelle vie che circondano la Grand Place, animate da decine di locali storici che propongono “manon”, “orangette”, tartufi e decine di altri capolavori del gusto. Imperdibile una sosta proprio da Neuhaus che oggi, a più di un secolo dall’invenzione delle praline, ne offre più di 60 tipi diversi.

LA CAPITALE ARCOBALENO

Oltre a poter contare su una legislazione particolarmente attenta alle istanze del mondo LGBT, Bruxelles è una città cosmopolita, aperta e stimolante che nel tempo ha saputo conquistare un primato di cui va molto fiera: quello di capitale più gay friendly d’Europa.

Tra Rue du Marché au Charbon e Rue des Pierres si possono trovare numerosi locali animati da un’atmosfera frizzante, ma c’è spazio anche per lo shopping vintage e la scoperta delle nuove tendenze nel design e nella moda: il quartiere di Dansaert, ad esempio, è il fulcro dell’arte e della creatività contemporanee. L’anima più smaccatamente trasgressiva, eccentrica e anticonformista è quella de La Démence, una rassegna di gay party che si svolgono ogni mese, richiamando giovani provenienti da tutta Europa, in media più di 2.000 partecipanti per data.

Oltre a La Démence, ogni settimana la città propone festival e manifestazioni speciali: ecco perché la maggior parte degli hotel offre tutto l’anno pacchetti con late check out in camera doppia o singola, spesso abbinati ai biglietti per le serate.

LA CITTA’ IDEALE PER CONGRESSI, INCENTIVE ED EVENTI

Nel cuore istituzionale, oltre che geografico, d’Europa, Bruxelles è la prima città del Continente per il turismo congressuale e si colloca ai primi posti anche su scala globale. Oltre alle istituzioni dell’Unione Europea e della Nato, ospita più di 2.000 associazioni internazionali, 15.000 lobbisti e 1.000 corrispondenti di testate giornalistiche. Agli organizzatori di eventi offre più di 350 location in grado di accogliere ogni tipo di meeting, da 10 a 10.000 persone! La scelta spazia dallo stile moderno e funzionale dei centri congressi più recenti al fascino senza tempo delle dimore private e dei palazzi art nouveau. E poi, musei, teatri, centri culturali e castelli. Il tutto, supportato da oltre 20.000 camere suddivise in più di 200 hotel situati in ogni angolo della città, e da una fitta rete di collegamenti aerei e ferroviari. A ciò si aggiunge la disponibilità di personale altamente qualificato in tutti i campi: traduttori, interpreti, hostess, guide, accompagnatori, allestitori, autisti e tanti altri professionisti il cui contributo è essenziale per la buona riuscita di ogni evento.

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DOLCE E SALATO: LE TENTAZIONI DEL GUSTO

Mangiar bene è un piacere a cui si è sempre meno disposti a rinunciare e la cucina è saldamente ai primi posti tra gli aspetti più rilevanti nelle scelte degli italiani in fatto di vacanze. Anche se è difficile competere con le specialità della tradizione mediterranea, Bruxelles è in grado di sorprendere i suoi visitatori con un patrimonio gastronomico di tutto rispetto, che spazia dalle ricette più elaborate dei ristoranti stellati alle tentazioni del finger food di strada.

Nata da una originale rielaborazione della tradizione francese, la cucina belga offre un’ampia varietà di portate di carne, proveniente dalle pianure del Brabante, e di pesce del Mare del Nord, con una netta predilezione per le cozze, spesso accompagnate dalle patatine fritte. E proprio le patatine fritte sono le protagoniste assolute dello street food cittadino, insieme ad un altro “must”: le gaufre o wafles, tipiche cialde dolci croccanti fuori e morbide all’interno, servite calde con cioccolato fuso, panna montata, marmellata o fragole e banane, una soluzione ideale per una pausa corroborante durante le visite della città o nel corso della vibrante nightlife. E come non citare la birra? Oltre ad essere la bevanda nazionale, è un ingrediente irrinunciabile nella maggior parte delle ricette tipiche.

La colonna portante della tradizione locale è il cioccolato, a cui Visit Brussels dedica un focus con itinerari turistici, workshop e pacchetti a tema. Dal 14 al 16 febbraio 2020, inoltre, la città ospiterà la nuova edizione del Salon du Chocolat, la fiera più famosa del mondo dedicata al cioccolato: una 3 giorni di degustazioni e laboratori, con oltre 130 espositori. Tra le chicche, i seminari per imparare come abbinare birra e praline e il Chocolate Fashion Show, una sfilata di abiti all’ultima moda, realizzati in cioccolato.

Il cioccolato belga è conosciuto e apprezzato per il suo aroma particolarmente intenso e per l’utilizzo di materie prime eccellenti, a cominciare dal burro di cacao, realizzato con il 100% di cacao, senza grassi vegetali alternativi come l’olio di palma. Bruxelles, inoltre, è la patria mondiale della pralina, inventata nel 1902 da Jean Neuhaus sotto le arcate delle Gallerie Reali Saint-Hubert: da allora il profumo di cioccolato è una costante nelle vie che circondano la Grand Place, animate da decine di locali storici che propongono “manon”, “orangette”, tartufi e decine di altri capolavori del gusto. Nomi del calibro di Galler, Godiva, Corné Port Royal, Café Tasse, Leonidas e Delacre … oltre naturalmente a Neuhaus che oggi, a 116 anni dall’invenzione delle praline, ne offre più di 60 tipi diversi.

Dalla tradizione all’innovazione, a Bruxelles il passo è breve: Alex Alex, ad esempio, nella sua boutique del cioccolato della Grand Place propone un insolito abbinamento di cioccolato e champagne, aromi solo in apparenza incompatibili, in grado di regalare al palato un inaspettato e irresistibile matrimonio riuscito di sapori. Da Belvas, invece, si può provare il piacere di assaggiare un cioccolato 100% biologico, più volte premiato anche per la sua sostenibilità: per l’approvvigionamento delle materie prime, Belvas ha scelto di rivolgersi al commercio equo, così da migliorare gli standard di vita dei piccoli produttori, promuovendo al contempo lo sviluppo economico dei Paesi del sud.

Restando nella zona della Grand Place si può visitare un Museo che propone un entusiasmante percorso nel mondo e nella storia del cioccolato: dalle coltivazioni dei Maya e degli Aztechi di 3.000 anni fa alle tecniche di lavorazione più recenti, utilizzate per trasformare il cacao prima in cioccolato e poi in praline.

Merita una sosta anche il BCV – Belgium Chocolate Village: inaugurato nel 2014, è la più grande esposizione dedicata al cioccolato di tutto il Belgio ed è pensato prevalentemente per un pubblico di bambini e ragazzi, che possono cimentarsi anche in golosissimi laboratori e degustazioni. Tra gli highlights del BCV, un’esposizione permanente di sculture in cioccolato che rappresentano l’Atomium e gli altri monumenti più famosi della città, e una serra tropicale che permette di osservare da vicino le piante di cacao.

3.
ART NOUVEAU E ART DÉCO: L’ELEGANZA DELLA FORMA

C’è un nome su tutti che ha impresso uno stile inconfondibile a Bruxelles ed è quello di Victor Horta, architetto belga a cui la città dedica un cartellone ricchissimo di appuntamenti, nati dalla collaborazione di diverse istituzioni culturali della città. Un modo per riportare sotto i riflettori lo straordinario genio creativo del “fin de siècle” che fiorì a Bruxelles tra il XIX e il XX secolo, spesso sottovalutato rispetto alle altre grandi metropoli europee.

FESTIVAL BANAD 14/29 MARZO 2020

Per gli appassionati del genere, l’appuntamento in assoluto più importante è quello con il Brussels Art Nouveau & Art Déco Festival – Festival BANAD (www.banad.be)

2 settimane di eventi speciali, con visite a tema alla scoperta di edifici Art Nouveau e Art Déco normalmente chiusi al pubblico. Un’opportunità unica per (ri)scoprire queste gemme architettoniche nascoste, da abbinare ai classici itinerari pedonali, ciclabili o in bus turistico, e a tanti altri appuntamenti culturali, come concerti, spettacoli e mercatini dell’antiquariato.

I MUST

Dopo il successo dello scorso anno, anche nel 2019 da marzo a ottobre si può visitare “Il Tempio delle Passioni Umane”, il primo edificio costruito da Horta a Bruxelles, concepito per ospitare il monumentale rilievo in marmo “Passioni Umane” dello scultore Jef Lambeaux. Porte aperte anche alla Gioielleria Wolfers Frères, i cui interni, progettati da Horta, ospitano una mostra di capolavori Art Nouveau e Art Déco curata dal museo del Cinquantenario.

Imperdibili inoltre le visite nelle principali case in stile liberty della città, quasi tutte opera di Horta: un vero e proprio tesoro riconosciuto anche dall’Unesco, che ha iscritto 4 di questi edifici nel Patrimonio dell’Umanità. Il primo è casa Tassel (Hôtel Tassel 1892-93) caratterizzata dai bow window sulla facciata e dall’impiego di materiali in perfetta sintonia tra loro come ferro, vetro e legno; seguono la casa van Eetvelde (Hôtel van Eetvelde 1895-98), situata alle spalle del quartiere europeo, e la Maison e Atelier Horta (1898), particolarmente significativa perché progettata dall’architetto come propria residenza e studio, oggi trasformata in un museo che custodisce mobili, oggetti e documenti dell’epoca. Il punto più alto raggiunto dall’Art Nouveau di Horta è tuttavia rappresentato dalla casa Solvay (Hôtel Solvay 1895- 1900), commissionata dal noto farmacista che scoprì il bicarbonato di sodio: in questo caso Horta si occupò anche degli arredi e dei mobili, arrivando a definire un vero e proprio stile decorativo basato sulla commistione di forme sobrie ed eleganti, abbinate all’impiego di materiali pregiati come onice, legni tropicali, bronzo e marmi.

E se la bellezza degli edifici Art Nouveau di Bruxelles è in grado di affascinare anche i neofiti, non mancano una serie di location rivolte ad un pubblico di esperti e cultori del genere. La Casa Autrique, ad esempio, è una pietra miliare a Bruxelles perché, da un lato, è stata una delle prime opere di Horta (1893) e rappresenta un punto fondamentale nell’evoluzione del suo stile, dall’altro ha recentemente subito una complessa ristrutturazione che ne ha esaltato gli aspetti tipicamente Art Nouveau, a cominciare da quella commistione di eclettismo architettonico e impiego di materiali industriali che avrà tanto successo negli anni seguenti.

ART DÉCO

All’indomani della prima guerra mondiale, si affermò una nuova tendenza, nella quale l’aspetto decorativo dell’Art Nouveau cominciò progressivamente ad integrarsi con forme più geometriche e astratte: era nata l’Art Déco, termine coniato alla Mostra delle Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi (Exposition des Arts décoratifs et industriels modernes) nel 1925. Parallelamente si sviluppò il Modernismo, corrente che rifiutò qualsiasi idea di ornamento, ispirandosi alla ricerca di funzionalità, praticità e innovazione, facendo abbondante uso di materiali e tecniche nuove. I modernisti erano desiderosi di costruire un modello abitativo efficiente, economico e orientato al futuro, con l’obiettivo di offrire soluzioni concrete ai problemi delle classi più povere. Questa nuova impostazione architettonica ebbe un grande successo nella città di Bruxelles, che tuttora rappresenta una tappa obbligata per tutti i cultori del genere. Ad ottobre, nel corso dell'Artonov Festival, dal 7 al 13, Bruxelles presenterà il patrimonio artistico del periodo che va dal 1918 al 1972, organizzando tour in bicicletta, passeggiate e visite guidate nelle case degli artisti che hanno fatto parte dei movimenti Art Nouveau e Art Déco. Sono previsti anche spettacoli musicali, di danza e teatrali.

Imperdibile una sosta alla Basilica di Koekelberg, la quinta chiesa più grande al mondo nonché uno degli edifici Art Déco più imponenti mai costruito, da cui si gode di una bella vista panoramica sulla città. Successivamente si può proseguire alla volta dei quartieri residenziali situati a sud est del centro, che si possono visitare in bici, a piedi o in tuk tuk. Tra i molti edifici significativi: Villa Empain e Palais Stoclet, capolavoro realizzato da Josef Hoffmann tra il 1905 e il 1911, i cui interni sono decorati con affreschi di Klimt e Moser.

4.
BRUXELLES A MISURA DI FAMIGLIA

I MUST PER FAMIGLIE: ATOMIUM

Simbolo per eccellenza di Bruxelles, l’Atomium nel 2018 ha festeggiato il 60° anniversario. Con i suoi 102 metri di altezza e le sue 9 sfere, riproduce un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte ed è stato realizzato in occasione di Expo ‘58 come simbolo di pace e di fede nel progresso. Ospita la mostra permanente “Atomium. Da simbolo a icona” che ripercorre i 60 anni di storia del monumento, diventato il simbolo internazionale del Belgio e di Bruxelles. Un entusiasmante viaggio a ritroso nel tempo tra documenti, fotografie, video dell’epoca, modellini con … una sorpresa panoramica! All’interno della sfera più alta, infatti, i visitatori hanno la possibilità di confrontare il panorama attuale con quello del 1958, attraverso una serie di pannelli fotografici!

SPIROU4RIGHTS – mostra temporanea fino al 4/11/2019

Spirou4Rights: you have the right to be you.
Others too. Support human rights.

I valori più importanti dell’umanità, contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, spiegati ai più piccoli attraverso Spirou e altri 29 eroi dei fumetti! Protagonista della mostra è proprio il personaggio di Spirou, creato 80 anni fa da Robert Velter. Il grande eroe del fumetto belga è immediatamente riconoscibile nella sua uniforme rossa di fattorino e, in tutte le sue avventure, difende il rispetto per gli altri, la giustizia, il coraggio, la generosità e la libertà, al punto da essere stato “nominato “Champion of Human Rights” dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Imperdibile una sosta nella sfera più alta per ammirare un panorama a 360° che, nelle giornate limpide, consente di vedere anche il profilo della città di Anversa. Una vista romantica, al punto che non passa una settimana senza che una giovane coppia innamorata non scelta la sfera più alta dell’Atomium per la fatidica domanda di nozze!

Ma tutte le sfere dell’Atomium hanno qualcosa di straordinario, in grado di lasciare grandi e piccini a bocca aperta: spesso paragonato ad un’astronave intergalattica degna di 2001 Odissea nello Spazio, l’Atomium offre percorsi surreali attraverso le sue sfere e il telaio metallico, tra scale mobili, animazioni, suoni e luci. Non mancano le installazioni digitali che immergono il visitatore in un mondo onirico che utilizza tutti i sensi.

BRUEGEL, A POETIC EXPERIENCE

A partire dal 19 settembre 2019, per il 450 ° anniversario della morte di Pieter Bruegel il Vecchio, Atomium presenterà una mostra avvincente e interattiva sul pittore fiammingo del Rinascimento. Grazie alle grandi riproduzioni del suo lavoro, i visitatori si tufferanno nel cuore del mondo di Bruegel, riscoprendo aspetti noti e meno noti della sua arte e della sua personalità.

PARLAMENTO E … TRENINI!

E da un’icona del passato ad un protagonista del presente: anche il Parlamento Europeo si candida a tappa imprescindibile per un soggiorno “in famiglia”. Dopo aver visitato l’Emiciclo, si può accedere al Parlamentarium e approfittare delle istallazioni multimediali che offrono un’esperienza “immersiva” alla scoperta delle istituzioni europee, con programmi specifici dedicati ai visitatori più giovani. Tra gli highlights dell’offerta, la cartina luminosa dell’Europa in 3D, la proiezione multimediale dell’emiciclo a 360° e il viaggio virtuale e interattivo alla scoperta di tutti gli stati membri dell’Unione. Gli studenti possono cimentarsi in un gioco di ruolo, immedesimandosi in un eurodeputato alle prese con una legge da approvare, mentre la Casa della Storia Europea offre una interessante retrospettiva sulla storia del continente.

Altro che trenino! Train World è la nuova “attrazione” di Bruxelles, dedicata alle famiglie e a tutti gli appassionati del genere: si raggiunge in treno (ovviamente!) con partenza dalla Central Station e offre un’esposizione di locomotive e cimeli del passato, abbinati a tecnologie di nuova generazione e progetti per il trasporto ferroviario di domani. Train World comprende la rinnovata stazione Schaerbeek, dove si trova la biglietteria, e un nuovo edificio di 8.000 m². L’antico edificio della stazione, risalente al 1887, è uno dei capolavori dell'architettura ferroviaria belga ed è un monumento storico. All’interno, è possibile ammirare la locomotiva a vapore più antica del Belgio, la "Pays de Waes". O la locomotiva a vapore "Tipo 12", che ha segnato il record mondiale di velocità del 1939. E ancora, ammirare lo sfarzo di autentiche carrozze reali o cimentarsi alla guida di un treno al simulatore. Ci sono anche centinaia di oggetti provenienti dal mondo ferroviario: uniformi, dipinti, modelli di treni e stazioni, foto e frammenti di film.

5.
MAGRITTE E IL SURREALISMO

Una pipa che non è una pipa, mele volanti al posto dei volti, uomini fluttuanti con la bombetta sul capo … e poi ombrelli, nuvole, colombe e tante altre icone, entrate nell’immaginario collettivo: è il surrealismo di René Magritte, artista eclettico in grado di appassionare tutta la famiglia.

Originario della Vallonia, ha trascorso la sua vita artistica a Bruxelles e, dopo aver cambiato diversi indirizzi, si è stabilito nella zona di Jette in una residenza che è stata per 24 anni anche il suo quartier generale. Oggi quella casa è la Casa Museo René Magritte (www.magrittemuseum.be) e permette di visitare gli ambienti nei quali ha vissuto l’artista, arredati ancora con i mobili dell’epoca, compresa la sala da pranzo dove ha dipinto quasi la metà delle sue opere. Ai piani superiori ospita una collezione di opere, fotografie, lettere e documenti personali che raccontano la storia di Magritte e dei suoi compagni surrealisti.

L’altro “must” è il Museo Magritte (www.fine-arts-museum.be) nella centralissima Place Royale, che custodisce la più grande collezione al mondo dedicata all’artista: più di 200 opere tra dipinti, disegni, sculture, oggetti, poster pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e, addirittura, filmati. Impossibile non lasciarsi ammaliare dal suo stile pittorico semplice e lineare, dall’ironia dei soggetti, dalle atmosfere fantastiche, magiche e sognanti che, oltre a divertire i bambini, stimolano il pensiero laterale degli adulti.

Non solo musei: la capitale del surrealismo è piena di luoghi simbolo e riferimenti dedicati a Magritte e compagni. Per diventare dei veri esperti in materia, Visit Brussels propone visite tematiche a piedi o in bicicletta, per scoprire tanti aneddoti e curiosità.

Infine, per ritemprarsi dopo tante visite, ci si può fermare per un drink o uno spuntino in uno dei tanti caffè storici frequentati dai surrealisti di Bruxelles, oggi locali gourmet. Un esempio? “La Fleur en Papier Doré”, tra i locali più amati da Magritte, ricco di cimeli e fotografie dell’epoca, e il “Greenwich”, dove Magritte si intratteneva a giocare a scacchi. https://visit.brussels/it

6.
LA CITTA' DEI FUMETTI

Se gli eroi dei fumetti di ieri e oggi potessero scegliere un posto dove incontrarsi, quel posto sarebbe Bruxelles! Del resto, pochi Paesi hanno visto nascere così tanti personaggi di successo come il Belgio. In ordine rigorosamente cronologico, e solo per citarne 3: Tintin, reporter giramondo sempre alla ricerca di notizie e misteri da risolvere in compagnia del suo cane Milou, Lucky Luke, cowboy irriverente “che spara più veloce della propria ombra” nato nel 1946 come parodia del genere western, e i Puffi, folletti blu abitanti di un villaggio invisibile, fatto di casette a forma di fungo, in perenne lotta contro Gargamella, lo stregone aspirante alchimista.

Bruxelles è un vero e proprio fumetto a cielo aperto: passeggiando nelle vie del centro, non è raro imbattersi in coloratissimi e giganteschi murales che riproducono personaggi e scene cult. Visit Brussels ha messo a punto una vera e propria mappa con la dislocazione esatta di tutti questi murales, così da poter scegliere se seguire il percorso a tema o lasciarsi sorprendere di volta in volta. https://visit.brussels/it

A tutte le star delle “comics”, e ai loro numerosi fan, Bruxelles dedica il Musée de la Bande Dessinée (http://www.comicscenter.net/en/home), museo del fumetto realizzato all’interno di un palazzo Art Nouveau progettato dal celebre architetto Horta che, da solo, vale la visita. Tra memorabilia, bozzetti e altre sorprese, il museo promette un viaggio indimenticabile, alla scoperta della storia del fumetto e di tutti segreti dei personaggi più famosi. Merita infine una visita anche il Moof – Museum Of Original Figurines (http://www.moof-museum.be) dove si ammirano le ricostruzioni 3D a grandezza naturale di tutte le strisce più famose, imparando le tecniche utilizzate per la creazione dei cartoni animati prima dell’avvento del digitale.

7.
BRUXELLES "EN PLEIN AIR"

NATURA E VACANZE “SOSTENIBILI”

Con 28 m2 di verde pro capite tra parchi, viali alberati, giardini all’inglese e persino boschi e foreste, la Capitale delle Capitali è una delle città più sostenibili d’Europa. Ursula Jone Gandini, direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles, ha dichiarato: “Con Visit Brussels promuoviamo diverse escursioni, anche in bici o in segway, dedicate al patrimonio naturale della città. Un esempio è la “Promenade Verte”, un percorso pedonale e ciclabile lungo, nel complesso, più di 60 km, che permette di scoprire una interessante biodiversità: a Bruxelles convivono quasi 800 specie di piante, 45 specie di mammiferi e 92 specie di uccelli”. Un vero e proprio tour bucolico che porta da un parco all’altro, attraversando foreste e paesaggi incantati, punteggiati di stagni.

Oggi la città offre circa 8.000 ettari di spazi verdi, frutto di un costante e progressivo impegno che, dalla metà degli anni ’90, ha portato alla nascita di veri e propri corridoi verdi che attraversano la città con una fitta rete di piste ciclabili e di sentieri a lunga percorrenza. Non a caso, in base allo European Green City Index, la classifica delle città più sostenibili, Bruxelles si colloca al 9° posto, davanti a Parigi e Londra, su 30 capitali, e raggiunge il primo posto, insieme a Copenaghen, in merito alla politica ambientale.

I PARCHI

Con i suoi parchi, giardini e foreste, Bruxelles è la capitale più verde d'Europa. Nel centro, a poca distanza dalla Grand Place si può passeggiare nel giardino di Mont des Arts o rilassarsi su un’amaca nel parco di fronte alla Cattedrale. A pochi passi di distanza si apre lo splendido Parc de Bruxelles, i cui viali invitano a lunghe e rilassanti camminate. Dalla bella piazza del Petit Sablon, bastano pochi passi verso Rue aux Laines per entrare nel Parco Egmont. È così tranquillo, che è difficile credere di essere nel cuore della città!

E se il centro sorprende per la densità di verde, basta allontanarsi di poco per scoprire parchi ancora più spettacolari, come il Parco del Cinquantenario e il Parco Woluwe, con i suoi 71 ettari di giardino in stile inglese. Alla fine di Avenue Louise, il Bois de la Cambre collega la città alla campagna: qui, sulle rive di un lago dalle acque tranquille, si può prendere il vecchio traghetto per Robinson Island e andare a mangiare un gelato al sapore di panpepato ("speculoos") nell’incantevole chalet, un vero e proprio must! Costruito originariamente nel 1877, lo chalet è stato totalmente rinnovato di recente, utilizzando legni provenienti da foreste e piantagioni sostenibili.

La Casa delle Energie Rinnovabili

La Casa delle Energie Rinnovabili, Maison des Energies Renouvelables, si trova a pochi passi dalla sede del Parlamento Europeo, all’interno di 3 vecchi edifici risalenti al 1860, completamente rinnovati in base ai principi della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. Tutto il fabbisogno energetico della casa e delle attività che si svolgono al suo interno – riscaldamento, ventilazione, elettricità – si basa su fonti rinnovabili al 100% (solare, biomassa, energia geotermica). La casa ospita attualmente un centinaio di dipendenti di 18 associazioni collegate al settore europeo delle energie rinnovabili. La natura esemplare della ristrutturazione e del funzionamento della casa attira oltre 15.000 visitatori all'anno.

Nos Pilifs Farm

Una vera e propria fattoria, uno dei posti più sorprendenti e bucolici di Bruxelles, da visitare insieme ai bambini: all’arrivo si viene accolti dagli animali, ma si possono anche scoprire i segreti della vita in campagna.

I più piccoli scopriranno i diversi lavori della fattoria in un modo divertente e potranno assaggiare gustosi prodotti, frutto di coltivazioni e allevamenti secondo i principi dell’agricoltura biologica. www.fermenospilifs.be

Fattoria nel parco Maximilien

Questa fattoria, situata nel cuore di Bruxelles, è un piccolo miracolo urbano. Visitandola insieme ai bambini si scoprono un orto, un frutteto, un laghetto e tanti animali. Ma si imparano anche i principi della sostenibilità ambientale, osservando i serbatoi per l’acqua piovana, le tecniche di gestione delle acque reflue, il sito di compostaggio, i pannelli fotovoltaici e le altre tecnologie destinate a conciliare la natura e la vita urbana in modo sostenibile. www.lafermeduparcmaximilien.be

Tournesol – Ferme d’Uccle

Questa fattoria è un piccolo pezzo di campagna che Bruxelles conserva come un segreto. Le attività agricole di Uccle sono organizzate dall’associazione Tournesol, un centro regionale di promozione dell’ecologia, situato in un’antica casa colonica nel parco Tournay Solvay a Boitsfort.

Les Jardins du Fleuriste

In prossimità del Domaine Royal de Laeken, i Jardins du Fleuriste sono nati dal desiderio di Leopoldo II di sviluppare un sito di quasi 7 ettari dedicati all’orticoltura. Il parco attuale, aperto dal 1999, è composto da una serie di giardini che reinterpretano in chiave contemporanea il carattere storico del sito, nel rispetto dei più rigorosi standard ambientali. I giardini offrono anche un panorama straordinario che si estende da Notre- Dame de Laeken al Palazzo di Giustizia. www.jardinsdufleuriste.be

Van Buuren Gardens

Questi sono i giardini preferiti dai più romantici! Si parte dalla splendida Villa van Buuren costruita nel 1928, dagli interni in stile Art Deco ricchi di mobili rari, sculture e antichi capolavori, poi si passa agli eccezionali giardini: il «Giardino pittoresco», il «Giardino del cuore» e il «Giardino del labirinto» sono belli in ogni stagione. www.museumvanbuuren.com

Le serre reali di Laeken

Costruite per iniziativa del re Leopoldo II, le serre reali di Laeken sono tra i principali monumenti del Belgio risalenti al XIX secolo. Sono state costruite interamente in metallo e vetro, in linea con lo stile del tempo. Le serre ospitano una notevole collezione di piante e fiori, in particolare quelli esotici, tra cui una collezione molto ampia di camelie. Sono aperte al pubblico in primavera. www.monarchie.be

La Brasserie de la Senne

Un micro-birrificio che produce le sue etichette in modo tradizionale, non filtrato, non pastorizzato, senza alcun additivo, utilizzando solo materie prime di alta qualità. www.brasseriedelasenne.be

A BRUXELLES … IN CAMPER

Bruxelles è ricchissima di aree dedicate ai camperisti ed è una delle poche città che offre spazi attrezzati anche in pieno centro. Durante l’estate, ad esempio, si può soggiornare al Camping Ciel Ouvert, un’oasi di pace e di relax a due passi dal quartiere del Parlamento Europeo e dal Palazzo Reale. Il camping dispone di tutti i servizi necessari per un soggiorno confortevole, incluse comode postazioni barbecue.

Camping Ciel Ouvert
Chaussée de Wavre 205, 1050 Brussels
+32 (0)2 640 79 67
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https://cielouvertcamping.wordpress.com

Génération Europe, invece, è l’unico ostello di Bruxelles ad avere la possibilità di accogliere i caravan, grazie a 5 postazioni equipaggiate con tutti i servizi necessari. L'ostello è idealmente situato vicino al Kanal, a soli 15 minuti dalla Grand Place, 10 minuti da rue Antoine Dansaert, meta ideale per gli amanti dello shopping, e dal quartiere di Saint-Géry, cuore della movida.

Ostello della Giuventù Génération Europe

Rue de l'Eléphant 4 Olifantstraat, 1080 Brussels
+32 (0)2 410 38 58
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www.lesaubergesdejeunesse.be

In posizione più decentrata, il Camping Diepvennen offre bungalow e chalet, oltre a spazi per tende, camper e roulotte equipaggiati con prese elettriche e rifornimento idrico. Immerso in un parco di 10 ettari, si trova a una ventina di km da Bruxelles ed è raggiungibile comodamente sia in treno che in auto. A disposizione degli ospiti, docce, lavanderia, un ristorante, tavoli da ping pong, campi da pallavolo, tennis, bocce e un grande lago attrezzato per la pesca sportiva.

Camping Diepvennen
Autostrade 100, 1840 Londerzeel
+32 (0) 52 30 94 92
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www.camping-diepvennen.be
Aperto tutto l’anno.

Altri indirizzi:

Camping Grimbergen c.a. 20 km da Bruxelles
Veldkantstraat 64, 1850 Grimbergen
+32 (0)479 76 03 78
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http://camping-grimbergen.webs.com
Aperto da marzo a ottobre

3CB Camping Brussels c.a. 13 km da Bruxelles
Warandeberg 52, 1970 Wezembeek-Oppem
+32 (0)2 782 10 09
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www.campingbrussels.be/index_nl.html
Aperto da fino a marzo a settembre

Camping Druivenland c.a. 25 km da Bruxelles
Nijvelsebaan 80, 3090 Overijse
+32 (0) 2 687 93 68
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www.campingdruivenland.be
Aperto da aprile a settembre

Au Val Tourinnes c.a. 37 km da Bruxelles
Rue du Grand Brou 48, 1320 Tourinnes-la-Grosse
+32 (0) 10 86 66 42
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www.campingauvaltourinnes.com
Aperto tutto l’anno

Camping Bergendal c.a. 30 km da Bruxelles
81 Biezenstraat, 3040 Huldenberg
+32 (0)492 07 84 08
info@bergendal.green
www.bergendal.green
Aperto da metà marzo a ottobre

8.
OMMEGANG DI BRUXELLES: UN EVENTO DI CARATTERE STORICO E RELIGIOSO

L'Ommegang di Bruxelles è considerato il più importante Ommegang tradizionale del Belgio. Il termine Ommegang (che letteralmente significa “spostarsi”, “girare intorno”) indica una forma di processione medievale tipica del Belgio, dei Paesi Bassi e della Francia settentrionale.

L'Ommegang di Bruxelles è la rievocazione storica dell’ingresso a Bruxelles dell’imperatore Carlo V e di suo figlio (futuro re di Spagna Filippo II) nel 1549. Parte nelle piazze del Sablon e termina con un grande spettacolo nella Grand Place. Si celebra tutti gli anni, tra fine giugno e i primi di luglio.

Secondo la leggenda, l'origine dell'Ommegang di Bruxelles risale all’impresa di una devota locale, Beatrijs Soetkens: una notte ebbe una visione in cui la Vergine Maria le ordinò di rubare la statua miracolosa della Vergine "Onze-Lieve-Vrouw op 't Stocxken" di Anversa, per poi portarla a Bruxelles e metterla nella cappella della Corporazione dei Balestrieri. La donna rubò la statua e attraverso alcuni eventi miracolosi riuscì a portarla a Bruxelles in barca nel 1348. La statua di Maria fu quindi posta nella cappella e venerata come protettrice della Corporazione. Tale Corporazione promise di tenere una processione annuale, chiamata appunto "Ommegang", rievocando il trasporto della statua a Bruxelles.

La storia dell’evento cambiò successivamente nel 1549, quando l’Ommegang si intrecciò con l’ingresso in città dell’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V, che nell’occasione presentò al popolo il figlio Filippo, futuro re di Spagna Filippo II. Da allora, l’evento assunse un carattere più spettacolare e l’aspetto religioso iniziò a fondersi con la rievocazione storica in onore di Carlo V.

Durante la seconda metà del 16 ° secolo, l'Ommegang fu soppresso dai protestanti, ma nel 1600 tornò in auge sotto il governo di Alberto VII e Isabella. Nel XVIII secolo iniziò il declino della manifestazione. L'ultimo Ommegang ebbe luogo nel 1785.

Nel 1930, in occasione del centenario del Belgio, fu indetta una nuova edizione, considerata a tutti gli effetti una rievocazione di carattere storico. Visto il successo dell’evento, si è deciso di ripeterlo negli anni successivi, dando così il via alla tradizione dell’Ommegang dei giorni nostri. Un vero e proprio spettacolo, che riproduce con dovizia di particolari il sontuoso Ommegang offerto nel 1549 dalla città di Bruxelles a Carlo V e suo figlio Filippo II.

L'evento impegna circa 1.400 comparse, tra cui diverse dozzine di cavalieri vestiti con costumi d'epoca. Ci sono anche trampolieri e le maschere dell'arcangelo San Michele, di Santa Gudula di Bruxelles e di Baiardo, il cavallo baio di Rinaldo. Dal 2011, ogni anno viene affidato il ruolo di araldo a una personalità del mondo delle arti, che si occupa anche di recensire e commentare lo spettacolo, presso la Grand Place.

L'Ommegang conserva ancora molti elementi tradizionali, come la presenza dei discendenti delle 7 famiglie nobili di Bruxelles e il giuramento dei Balestrieri.

9.
LA CAPITALE ARCOBALENO

Non è solo uno slogan. Esiste un motivo se Bruxelles è la capitale più gay-friendly d’Europa: dal 2000 il Belgio riconosce le unioni civili tra persone dello stesso sesso e nel 2003 è stato il secondo Paese al mondo a legalizzare i matrimoni omosessuali, aprendosi 3 anni dopo anche alle adozioni.

Ma, accanto ad una legislazione particolarmente attenta alle istanze del mondo LGBT, sono soprattutto il cosmopolitismo e la vivacità culturale della città a farne una delle mete più apprezzate dalla comunità gay: non è un caso se il Pride della città è uno dei più frequentati. L’ultima edizione si è svolta nel mese di maggio: 2 settimane di feste, convegni e appuntamenti culturali, culminati nel coloratissimo corteo a cui hanno partecipato più di 100.000 persone.

Aperta e stimolante, Bruxelles ha saputo valorizzare la diversità, e ha molto da offrire a tutti coloro che sono in cerca di punti di vista alternativi sulla realtà: per prima cosa non dorme mai, e il quartiere di Saint Jacques, vicino alla Grand Place è sicuramente uno dei più vivaci. Tra Rue du Marché au Charbon e Rue des Pierres si possono trovare molti famosi locali gay, animati da un’atmosfera frizzante di festa perenne. Chi è in cerca di qualcosa di più rilassante può optare per la zona di Flagey, il cuore bohémien della città, con il suo brulichio di ristoranti e locali accoglienti. Ma c’è spazio anche per lo shopping vintage e la scoperta delle nuove tendenze nel design e nella moda: il quartiere di Dansaert, ad esempio, ospita la Vanhaerents Art Collection, un’esposizione di arte contemporanea che contempla diversi movimenti, dagli anni ’70 ad oggi. Dansaert, con le sue botteghe underground, è il fulcro dell’arte e della creatività contemporanee, mentre le boutique di Avenue Louise e Place du Châtelain sono il regno dello shopping griffato.

Naturalmente anche Bruxelles ha un’anima smaccatamente trasgressiva, eccentrica e anticonformista: tra gli appuntamenti più attesi in questo senso si annovera La Démence, una rassegna di gay party che si svolgono ogni mese, richiamando giovani provenienti da tutta Europa, per un totale di oltre 2.000 partecipanti ad ogni data. 

Ogni settimana la città ospita manifestazioni e serate a tema: ecco perché la maggior parte degli hotel propone tariffe speciali in camera doppia o singola abbinate ai biglietti per le serate … incluso late check-out!

10.
UN DNA CONGRESSUALE

Nel cuore istituzionale, oltre che geografico, d’Europa, Bruxelles è la prima città del Continente per il turismo congressuale e si colloca ai primi posti anche su scala globale. Offre più di 350 location in grado di ospitare ogni tipo di meeting, da 10 a 10.000 persone! La scelta spazia dallo stile moderno e funzionale dei centri congressi di più recente costruzione, fino al fascino senza tempo dei palazzi in stile Art Nouveau e delle dimore private storiche. E poi musei, teatri, centri culturali e castelli. Il tutto supportato da oltre 20.000 camere suddivise in più di 200 hotel situati in ogni angolo della città, e da una fitta rete di collegamenti aerei e ferroviari.

Bruxelles ospita più organizzazioni ed enti pubblici e privati di qualsiasi altra città d’Europa: oltre alle istituzioni dell’Unione Europea e della Nato, qui hanno sede più di 2.000 associazioni internazionali, 15.000 lobbisti e 1.000 corrispondenti di testate giornalistiche internazionali. Bruxelles è la città dei meeting per eccellenza, e questo rende tutto più facile per gli organizzatori, a cominciare dalla disponibilità personale altamente qualificato in tutti i campi: traduttori, interpreti, hostess, guide, accompagnatori, allestitori, autisti e tanti altri professionisti il cui contributo è essenziale per la buona riuscita di ogni evento. A ciò si aggiunge un’ampia varietà di soluzioni e di proposte per organizzare ogni tipo di team building e di incentive.

Alcuni punti di riferimento dell’offerta MICE in città

Tra le location più famose della città per l’organizzazione di eventi di dimensioni importanti c’è Expo, situato a soli 20 minuti dal centro: offre circa 115.000 m² di spazi suddivisi in 12 sale, di cui 5 risalgono all’Esposizione Universale del 1935, e un auditorium per 1.800 persone.

Un’altra vera e propria istituzione è Tour & Taxis, area espositiva di 17.400 m² progettata come deposito merci all’inizio del XIX secolo. Oggi Tour & Taxis offre ampi saloni che possono essere suddivisi in numerose configurazioni e ospita ogni anno diversi appuntamenti fieristici, come la Fiera di Antiquariato e Belle Arti di Bruxelles, la Fiera del Libro e il Salon du Chocolat de Bruxelles. Dal 2014 il sito offre anche il nuovo e iconico edificio BEL.Brussels, struttura eco-sostenibile basata su sistemi di condizionamento a impatto ridotto. Al suo interno, il palazzo ospita un auditorium da 415 posti e una ampia hall, che può essere utilizzata per organizzare cocktail e ricevimenti.

Chi preferisce una location nel cuore della città può optare per il centro congressi Square, realizzato nel 2009 nello spazio dell’ex Palais des Congrès, costruito per l’Esposizione Internazionale del 1958. All’interno sono stati mantenuti molti elementi della struttura originale, come i dipinti murali di Paul Delvaux, René Magritte e Louis van Lint. Un’altra opportunità è rappresentata da Brussels Special Venues, un’associazione che raggruppa 32 spazi particolarmente ricercati, tra palazzi art déco, loft e altre location di design, per organizzare meeting e congressi memorabili.

Per concerti, manifestazioni sportive o altri appuntamenti di grande richiamo, dal 2013 è disponibile la Hall 12, che può accogliere fino a 15.000 spettatori.

I progetti in corso

NEO – 2021 La città di Bruxelles si è posta l’obiettivo di migliorare la vita quotidiana dei suoi abitanti e rafforzare la sua attrattività internazionale creando un ambizioso progetto urbanistico che sorgerà sull’altopiano dell’Heysel e comprenderà anche un nuovo centro congressi.

MoMA Bruxelles – 2022 Da fabbrica dismessa di automobili a polo espositivo tra i più importanti d’Europa: anche Bruxelles avrà un Museo di Arte Moderna e Contemporanea. Si chiamerà Kanal Centre e ospiterà anche una serie di collezioni di architettura e urbanistica, spazi esterni dedicati a spettacoli e concerti, un auditorium e un ristorante. Il progetto, frutto della partnership tra il Centre Pompidou parigino e la regione Bruxelles-Capitale, vedrà la luce nel 2022 all’interno dell’ex “Garage Citroën”, edificio anni ’30 che sarà riqualificato da un pool internazionale di architetti. L’intervento di recupero mira a mantenere e valorizzare lo spirito industriale della struttura, attraverso l’impiego di vetro, acciaio e cemento. I lavori sono iniziati nel mese di giugno 2019, ma già in questi mesi l’edificio ospita mostre, installazioni, performance e iniziative, così da riavvicinare gradualmente il pubblico al palazzo: una vera e propria “prefigurazione” del museo, che rappresenta una delle peculiarità più innovative del progetto.

Media City – 2022 Un mega progetto destinato a riqualificare tutta l’attuale area dedicata agli studi TV attraverso la realizzazione di un’avveniristica “città dei media” che ospiterà le sedi delle emittenti e delle società specializzate, abitazioni, negozi e un parco.

11.
KANAL CENTRE: L'ARTE MODERNA APPRODA A BRUXELLES IN COLLABORAZIONE CON IL POMPIDOU

Si chiama Kanal Centre e sarà il primo Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bruxelles. Il progetto, frutto della partnership tra il Centre Pompidou parigino e la regione Bruxelles-Capitale, vedrà la luce nel 2022 all’interno dell’ex “Garage Citroën” di Place de l’Yser: un complesso anni ‘30 che, oltre al Museo di Arte Moderna e Contemporanea, ospiterà le collezioni di architettura e urbanistica della Fondazione CIVA (International Centre for Urbanism, Architecture and Landscape); previsti anche spazi dedicati a concerti e spettacoli, un ristorante e un auditorium da più di 400 posti.

Il Presidente del Centre Pompidou di Parigi, Serge Lasvignes, nel corso di una conferenza stampa, ha già confermato che si impegnerà a “prestare” parte delle collezioni del Beaubourg per partecipare al lancio del nuovo progetto (circa 300 pezzi su un patrimonio di 120mila): “Il Centre Pompidou contribuirà alla programmazione culturale e fornirà la sua expertise e competenza ingegneristica al Kanal Centre. Inoltre, potrà fornire consigli e supporto qualificato nel determinare la strategia da seguire per acquistare le collezioni e sviluppare il futuro museo”.

Tra le iniziative più interessanti del progetto si segnala l'"anno di prefigurazione": in vista dell'inizio ufficiale dei lavori, fino a giugno 2019 l'edificio ha ospitato iniziative, mostre e installazioni culturali, pensate per per mettere al pubblico e ai cittadini di (ri)scoprire e (ri)appropriarsi gradualmente dell’imponente edificio.

Il recupero dell’edificio, al momento in corso, è firmato da 3 studi di architettura, che hanno sviluppato un progetto in grado di valorizzare la bellezza dell’architettura anni ‘30 in vetro, acciaio e cemento, preservando anche lo spirito industriale della struttura: le antiche officine, gli uffici, le cucine diventeranno protagonisti, nel nuovo polo culturale, di eventi e mostre che manterranno vive le originarie funzioni degli spazi.

Tra gli scopi dell’operazione, rientra la riqualificazione del quartiere, come ha sottolineato il Presidente della Regione di Bruxelles-Capitale, Rudi Vervoort: “Questo progetto fornisce una spinta per rivitalizzare l’area che circonda l’intero complesso, ma è anche destinato a diventare il fiore all'occhiello culturale della Regione di Bruxelles”.